Bexar Bexar

20Giu07

probabilmente a questo punto non è davvero più importante chiedersi il perchè e il come certe musiche entrino immediatamente nel tempio sconsacrato dei miei ascolti! per quale via e in che maniera ora non ha più senso, ora che definitivamente Bexar Bexar gira instancabile e riempe le stanze. forse fu una recensione di BlowUp o un link da qualche parte sulla rete: di certo fu qualcosa di privato, una scoperta solitaria, qualcosa che succede un po’ di nascosto con una strana sensazione di proibito.

Bexar Bexar è lo pseudonimo di un ragazzo texano di Austin al quale non importa poi tanto far sapere la sua vera identità, un ragazzo che immagino riservato e chino sulla sua chitarra a dare forma alle sue composizioni e a rallentare i battiti del suo cuore. musiche lente che si attorcigliano sinuose su se stesse, come in un impasto elettroacustico. melodie intime e private che si appoggiano sopra sei corde e si colorano di drones, glitch, sintetizzatori e loops dosati dalle mani e dalla misura di chi ha conosciuto la bellezza.

Haralambos è il suo primo disco del novembre 2004 uscito per l’etichetta Western Vinyl. 15 composizioni strumentali che portano alla mente troppo banalmente alcuni discorsi su musiche d’ambiente e al suo maestro incontrastato, Brian Eno. facili approssimazioni, scorciatoie da recensori che non rendono giustizia alla grazia sottesa in tutto il disco e ad alcune soluzioni armoniche che come germogli attendono di fiorire. le ritmiche sono digitali e i tappeti di tastiere sostengono le trame di un discorso che promette di divenire.

nel 2007 esce il secondo album Tropism e un sorriso discreto si allarga assieme al compiacimento di una parola data e mantenuta. dieci composizioni, la materia che diventa rarefatta, l’abbandono di un’elettronica pervasiva e un’ulteriore rallentamento. una maniera di sedare gli istinti. la chitarra al centro ed una stratificazione di suoni attorna ad essa. un disco prezioso, intimo e dolce come certe parole taciute.

bexar-tour.jpg

il tour europeo di Bexar Bexar giungerà il 21 giugno all’Hana-Bi di Marina di Ravenna. sarà l’occasione di incontrare un ragazzo texano che si fa precedere dalla fama di beatnik instancabile che vagabonda per gli States portandosi negli occhi certi cieli texani e profumi d’oltre confine. chi ha voluto vedere nei suoi paesaggi i deserti e le pietre aride, certe desolazioni che sono proprie dei luoghi perduti ha probabilmente tralasciato di guardare a fondo quelle copertine e quei colori che ritornano al mare, a quella sabbia che rallenta i passi e ad un dondolare lento come lo sciabordio di quella barca. e sarà bello vedere questo concerto mentre il solstizio d’estate allunga le ombre verso il mare e l’oscurità tarda a venire e forse me ne ricorderò a lungo, come fanno i souvenirs ritrovati in un cassetto o le cartoline spedite da una riviera.



6 Responses to “Bexar Bexar”  

  1. 1 chris

    gran bel post che rende perfettamente l’idea delle nostre aspettative.
    domani brian precederà lo show di a hawk and a hacksaw per quella che sarà una serata dalle tinte folk e sincere.

  2. 2 Hank

    Comunque sia, “qualcosa di privato, una scoperta solitaria, qualcosa che succede un po’ di nascosto con una strana sensazione di proibito” sono cose poco dignitose alla nostra età.

  3. 3 borguez

    naturalmente Hawk and a Hacksaw meriterebbero altrettanta attenzione, ma per il momento mi pare giusto soffermarmi su questo ragazzo texano e sulla sua musica… poche ore fa ho sentito il suo disco risuonare di fronte alla spiaggia che sfiammava dal calore diurno e la sensazione appariva coerente, compiuta e giusta… a domani!

  4. 4 chris

    ne approfitto per annunciare che assieme a hawk and a hacksaw e bexar bexar si aggiungeranno i devastations che concederanno il bis.

  5. 5 borguez

    a questo punto i casi sono due: o si chiama festival (o mini festival che dir si voglia) o si chiama jam session! in ogni caso lo trovo entusiasmante…

  1. 1 Ljudbilden & Piloten One hundred fifty-five « borguez

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